Written by Biblioteca, Narratori

Leggere e scrivere: dare e ricevere

Quante opportunità si nascondono nel leggere in gruppo e scrivere?
La lettura di gruppo è un dare, perché ogni piccola frase estrapolata è un invito a dialoghi e scambi di riflessioni; è un filo che si allunga tra pensieri e punti di vista, tra nuove descrizioni e possibilità di interpretazione.

E’ un ricevere: ricevere nuovi sguardi su quanto la lettura propone, racconta; è un avvicinarsi e immergersi nella narrazione da cui poi tornare in superficie arricchiti di possibili esplorazioni che possono toccare temi profondi così come portare luce su aspetti della quotidianità che non si erano notati così attentamente.

Ricordo che la lettura di un brevissimo estratto da Il prato fiorito di Italo Calvino nell’opera Palomar, ha aperto a un insieme di opinioni, di sguardi su come ognuno si vedeva nel proprio prato, di quanto amore e cura si mettesse o si dovesse mettere nel tenere il proprio giardino; e parallelamente, c’erano punti di vista che vedevano nell’aspetto “incolto” l’essenza e l’anima del prato. E non è un dare ragione: è uno scegliere l’aspetto dei fili d’erba che più risuonano con noi.

Leggere è un invito a sperimentare lo scrivere, permette ispirazioni per testi la cui realizzazione inizialmente appare “difficile”, a volte “impossibile” per poi vedere che ci sono possibilità di andare oltre quelle che vengono etichettate “difficoltà”. Parola dopo parola, idea dopo idea, prende magicamente forma il brano, lungo o breve che sia. Ed è comunque un inedito, un lavoro creativo la cui lettura è un fiorire di gioia e soddisfazione che si riflette poi anche nell’allenamento della voce.

Leggere assieme è un dare perché apre a scambi di suggerimenti di libri, così come Il viaggio di Parvana è stato il recente consiglio di lettura che ho ricevuto. E’ una narrativa per ragazzi che coinvolge, che racconta una storia molto cruda di un viaggio di giovanissimi protagonisti che interpretano e vincono le difficoltà della loro vita con quella leggerezza di cui i bambini sono capaci, e diventa forza di reagire alle difficoltà e al peso della loro quotidianità. Tra gli aspetti umani, qui porto la nota su un particolare dettaglio che si trova a lato dell’esperienza e della profondità di sofferenza raccontata. La giovane Parvana trova nelle lettere quotidiane scritte sul suo diario, e indirizzate all’amica Shauzia, una forza per portare sollievo alle sue sofferenze.
Scrivere è il suo spazio in cui solo lei entra, e non per dimenticare, ma per tracciare le sofferenze e, a volte, proiettarsi in un qualcosa di più bello. Attraverso la scrittura Parvana riesce a narrare una immaginaria… Verde Vallata così segreta che solo i bambini sono in grado di trovarlaLa Verde Vallata è ricca di cibo… Qui si può bere l’acqua senza prima farla bollire, e non ci fa stare male...

Parvana scrive a Shauzia di questa vallata magica, e mentre scrive inizia proprio a vederla, chiaramente, per poi dopo aver letto la lettere a voce alta all’amica di viaggio, Asif,:
… Trasse un profondo sospiro e posò la lettera. Suonava stupida. Mentre l’aveva scritta, era riuscita a immaginare tutto in modo così nitido! … Strappò il foglio dal blocco, lo appallottolò e lo gettò nel campo…
Leggere e scrivere è un dare e ricevere anche solo per se stessi.